Racconto semi-serio di una giornata ad Ascot

Iniziato martedì, terminerà sabato 20 giugno Royal Ascot, il più famoso tra gli eventi ippici inglesi e tra i più importanti al mondo.

L’aristocrazia e la upper-class inglese si sfidano a colpi di cappelli e cappellini.
L’evento è stato inaugurato nel 1711, 300 anni dopo siamo ancora qui ad arrovellarci, nel tentativo di capire l’abbigliamento richiesto.

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Dovete sapere che c’è un rigidissimo dress-code da rispettare per accedere allo stadio.
Immaginate la sottoscritta che l’anno scorso riceve l’invito per l’evento, saltella dalla felicità e 10 minuti dopo ottiene il manuale. Esatto c’è un intero manuale da leggere, per capire come vestirsi.
IL PANICO!
Per accedere al Royal Enclosure, il settore nel quale siede la Royal Family e al quale si accede solo su invito, viene richiesto un abito formale da giorno, con spalle coperte e lunghezza al ginocchio. Aggiungete che il cappellino è obbligatorio, ma non un fascinator come quello sotto, è richiesto un cappello come quelli che fino ad ora avevo visto solo in Downton Abbey.
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Fortunatamente il cappello mi è stato fornito dall’adorato Fenwick, un grattacapo in meno direte… più o meno. 🙂
Dopo un sabato pomeriggio passato a provare tutti i cappelli disponibili al piano – e sono tanti ve lo assicuro – ho scelto un meraviglioso cappello realizzato a mano dalla stilista inglese Rosie Olivia.
Assicurato il cappellino, ho trovato un abito blu da abbinare da Santa Zara.
(Come vedete nella foto sotto, per gli uomini e’ più facile).


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Ma veniamo alla giornata che inizia sul treno per Ascot intorno alle 9 del mattino. Alle 10.30 arriviamo dentro l’ippodromo di Ascot con un bicchiere di champagne in mano. Alle 10.30AM avete letto bene.
Terminato lo champagne alla stessa ora in cui bevo il mio caffè con latte di mandorla, ci avviamo verso il Bollinger garden, un giardino riservato ai clienti e agli invitati Bollinger, dove riceviamo un’altra bottiglia dello champagne ufficiale di Ascot. Come benvenuto.
Ora, premesso che io vivrei di champagne, alle 11 del mattino una bottiglia di Bollinger per due persone mi risulta un po’ complessa da gestire.


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Comunque, è un duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare e quindi, terminata la preziosa bottiglia, ho ordinato del fish & chip. Ho lavorato molto sulle tradizioni inglesi quel giorno. 🙂


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Tornando seri, dopo pranzo ci avviamo nella parte centrale, tra una foto ad una adorabile coppia di anziani signori inglesi ed una al piè eclatante cappello mai visto: di pizzo, rappresentava teste di cavallo in movimento!


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Finalmente arrivano i reali: la Regina Elisabetta ed il principe consorte, Carlo e Camilla ed Harry. Occhi a cuoricino per tutte le ladies presenti. Per Harry ovviamente.
Vedere i reali cosi da vicino e sentire l’affetto che la folla gli dimostrava è stato una delle parti più  emozionanti della giornata.
L’altra parte è stato scommettere su un cavallo per la prima volta. Scommettere basandomi unicamente sulla bellezza del nome. Tanto per sottolineare la mia preparazione sulle corse.

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La prima volta è andata bene, con la seconda e la terza ho perso tutto, ma si sa, bisogna fermarsi al primo giro con la fortuna del principiante. 🙂
La foto sotto è stata scattata immediatamente dopo la prima vincita.
Finite le corse abbiamo lasciato lo stadio, assistendo alla corsa compulsiva del cambio di scarpe, dal tacco 12 alla ballerina.
Le venditrici di ballerine da borsetta -sotto –  hanno creato il business del secolo. 🙂
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Nota.
Vi chiedo scusa per il post semi-serio ma volevo raccontarvi la giornata con un po’ di leggerezza.
Comunque, se volete andare ad Ascot dovete munirvi di un cappello enorme e possibilmente eccentrico, così vi fotograferanno tutti.
Inoltre preparatevi a bere champagne, in 5 giorni di corse vengono vendute più di 51.000 bottiglie di champagne e 44.000 bicchieri di Pimm’s.
E no, non fa così caldo solitamente. 🙂

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