Come avete visto sui post precedenti il mio intervento al Cibus Tour consisteva nell’accompagnare lo chef Franco Piumatti che presentava una serie di piatti legati alla tradizione della cucina di Langhe, Monferrato e Roero e che utilizzavano la preziosa nocciola del Piemonte.

La nocciola Piemonte I.G.P., conosciuta anche come Tonda Gentile, è particolarmente apprezzata  per i suoi parametri qualitativi ed in particolare:

- forma sferoidale del seme
- gusto ed aroma eccellenti dopo tostatura (è proprio così)
- elevata pelabilità e buona conservabilità.

Il venerdì Franco ha mostrato un vitellone piemontese battuto al coltello con nocciole tostate, mentre la domenica una torta di nocciole farcita con zabaione al moscato.
Ma passiamo alla ricetta della mia giornata: un risotto mantecato al Castelmagno con miele e nocciole tostate.

Ingredienti dose per una persona – ricetta dello Chef Franco Piumatti
(le dosi sono quelle di cui si è parlato nella degustazione, non le ho riprovate)
75 g di riso Carnaroli
50 g di nocciole tostate e tritate
30 g di Castelmagno DOP 5/6 mesi
miele di acacia 2/3 cucchiai
brodo vegetale
1 cipolla
burro e olio

Realizzazione

Far soffriggere nell’olio una piccola cipolla tritata, quando diventa trasparente toglietela e aggiungete il riso, fate tostare a fiamma alta per qualche minuto e aggiungete il brodo mano a mano che il riso lo assorbe. Mentre il riso cuoce mettete il miele in padella a fiamma molto bassa, quando diventa liquido toglietelo dal fuoco e mettetelo da parte. Fate attenzione che la padella non sia troppo calda altrimenti il miele caramellizza.

Quando il risotto è quasi pronto, mantecatelo con una noce di burro e il Castelmagno tritato e mescolate in modo da amalgamare bene. Regolate di sale. Riprendete il miele, aggiungete le nocciole tritate e scaldate il tutto. Date un’ultima mescolata al riso e servite subito accompagnato da cucchiaio di miele e nocciole.

Franco mi ha spiegato che l’intensità del formaggio verrà smorzata dalla dolcezza del miele di acacia e dal sapore tostato delle nocciole.

La degustazione del risotto è stata accompagnato da un assaggio di Castelmagno DOP di circa 6 mesi e da un bicchiere a scelta tra due vini piemontesi: il Barolo e il Barbaresco. La bottiglia di Barolo che vedete nella foto sotto è stata selezionata dall’enoteca regionale del Barolo tra le varie cantine produttrici come la produzione migliore dell’anno e messo in circolo con questa etichetta creata appositamente da un illustratore coreano (se non ricordo male). Non è dato sapere quale sia la cantina e quale il comune di provenienza, vi posso però dire che era delizioso.

Ci leggiamo domani con la mia ricetta dedicata alla nocciola Piemonte I.G.P., vi anticipo già che sarà un dolce. Quale? :-)

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