Puglia insolita, itinerario per scoprire la Terra delle Gravine: Ginosa

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La Puglia è diventata una delle regioni più conosciute e amate dagli stranieri.

Sempre più spesso mi viene chiesto dagli “stranieri” dove alloggiare, cosa vedere e cosa mangiare nel famoso tacco d’Italia.

Quando la regione Puglia mi ha invitato a parlare di un itinerario meno famoso ma stupendo sia dal punto paesaggistico che ovviamente gastronomico, ho accettato immediatamente e mi sono preparata a scoprire la Terra delle Gravine.

Il Parco regionale della Terra delle Gravine si estende sul territorio di 13 Comuni della Provincia di Taranto incluse Ginosa, Laterza, Mottola e Massafra ed è caratterizzato da profonde gole rocciose di origine carsica formate dall’azione corrosiva dei corsi d’acqua che partono dall’altipiano delle Murge, dirigendosi verso il mare di Taranto.

 

Le grotte incastonate nelle gravine furono scelte per l’insediamento umano dal periodo Neolitico fino agli anni ’50 e soprattutto nel periodo medioevale.
Nei suggestivi villaggi rupestri, chiese, cripte e santuari presentano spesso splendide icone di stile bizantino effigianti la Vergine, Cristo Pantocratore, Santi e Martiri.

 

Puglia insolita, itinerario per scoprire la Terra delle Gravine: Ginosa

 

Ginosa è stata il punto centrale del nostro viaggio, alloggiavamo proprio di fronte alle rovine – gravine – che girano intorno alla città, la foto iniziale è stata scattata dalla mia camera da letto.

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Cosa vedere a Ginosa

  • Il Castello normanno di Ginosa, fatto costruire nel 1080 per difendere il borgo dalle incursioni saracene.
    La torre è stata distrutta ed oggi il castello ha l’aspetto di un grande palazzo che si erge poderoso a dominio di tutto l’antico abitato.
  • La torre dell’orologio, in piazza dell’orologio – foto sotto
  • Chiesa Madre, costruita nel 1554 per l’interessamento di un presidio militare francese, per questo il tempio fu inizialmente dedicato ad uno dei santi francesi più amati San Martino da Tours, ma oggi è dedicata alla Madonna del SS. Rosario
  • La Sartoria G. Inglese fondata nel 1955 a Ginosa. Vi raccomando una visita alla bottega sartoriale G. Inglese, le camicie su misura sono realizzate dai sarti e rifinite da 25 passaggi a mano con filo di seta e sono semplicemente perfette. Amate da presidenti e VIP in tutto il mondo, tra i suoi clienti si trovano anche Donald Trump ed il Principe William, duca di Cambridge,  membro della famiglia reale britannica che ha scelto una camicia G. Inglese per il suo matrimonio con Kate Middleton.
    Se non siete interessati alla camicie vi consiglio di buttare un occhio alle cravatte in flanella ed ai bracciali Trilogy, realizzati all’uncinetto, un originale souvenir da portare a casa con voi.
  • Ginosa Marina – a meno di 30 minuti da Ginosa troverete il mare di Ginosa Marina. Decisamente da non perdere una giornata sdraiati sulla spiaggia fine, soprattutto quando la stagione lo permette.

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Cosa mangiare a Ginosa

  • Sicuramente i Dormenti: il dolce tipico di Ginosa che è possibile gustare semplice o nella variante con cannella. A me ha ricordato moltissimo i kanelbullar svedesi, i dolcetti con la cannella, chissà se c’è qualche remota connessione?
  • orecchiette con le cime di rapa – scontate ma da non perdere

 

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  • Prodotti da forno e caseari sono stra consigliati – come in tutta la Puglia d’altronde. Vi consiglio di passare dal Panificio Piccolo dove ad ogni ora del giorno troverete Peppino il proprietario, nato e cresciuto nel panificio che era un tempo dei suoi genitori. Parlare con Peppino è una gioia, ama tantissimo la sua città e posso garantirvi che non tornerete a casa senza aver assaggiato i suoi dormenti e il pane (io mi sono portata a casa entrambi i prodotti).

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  • Al capitolo vino, parliamo della cantina di Domenico Russo.
    Cantina vinicola aperta nel 1998 a Ginosa dalla famiglia Russo che segue personalmente l’intero processo produttivo degli attuali 6 vini in commercio, producendo circa 30,000 bottiglie l’anno.
    Durante il wine tasting ho provato tutti e 6 i vini e i miei preferiti sono stati: MARRATE, un primitivo IGP Salento e MAGLIOLO, un primitivo delle colline joniche tarantine, attualmente unico Primitivo DOC in Ginosa.

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Dove alloggiare a Ginosa

  • Albergo Diffuso il Casale a Ginosa
    Al momento sono disponibili 5 camere, tutte con ingresso indipendente, quella in cui ho alloggiato io si affacciava direttamente sulla gravina, garantendo una vista meravigliosa, vedi foto sotto.
    La stanza era divisa su due piani, al piano inferiore la camera matrimoniale con camino, arredata con stile, e stanza da bagno con ampia doccia dotata di maxi soffione e cromoterapia.
    Al piano di sopra un divano ed un tavolo su cui ho fatto colazione ogni mattina, in attesa che la terrazza ed il ristorante diventino disponibili nella primavera 2018.
    Nota personale: i proprietari mi hanno fatto sentire super coccolata assicurandosi che tutto andasse bene durante il mio soggiorno, che avessi sempre tè, acqua, cibo, che la stanza fosse calda abbastanza e altre piccole attenzioni che mi hanno fatta sentire a casa.Servizi: TV, Internet Wi-Fi gratuito, asciugacapelli, frigo-bar, set da bagno con shampoo e bagnoschiuma in un unico prodotto, ciabatte, riscaldamento e aria condizionata autonomi.
    Gli animali sono ammessi.
    Sempre in primavera l’Albergo Diffuso il Casale aprirà una spa offerta gratuitamente agli ospiti con sauna, bagno turco e possibilità di trattamenti personalizzati.Colazione: compresa nel prezzo,  con ampia offerta di dolce e salato compresi prodotti tipici, il tutto rigorosamente preparato in casa dai proprietari o dal Panificio Piccolo adiacente l’albergo.Indirizzo: Albergo Diffuso il Casale – Via Bacco, 74013 Ginosa (TA)

 

 

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2 Comments

  • Cialischeap scrive:

    A Porto Recanati contro il segretario leghista scendono in strada anche il sindaco Sabrina Montali e il senatore Pd Mario Morgoni, sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, con bandiere e cartelli del tenore «Basta politica di bassa Lega», «no alle ruspe, no al razzismo». Salvini «sciacallo sulla pelle degli immigrati» l”affondo di Morgoni, mentre il segretario Dem Francesco Comi invita il leader leghista a «tornare al Nord» perchè nelle Marche non c”è spazio per la politica delle «risse plateali». Ma la reazione simbolicamente più forte è quella di un centinaio di nordafricani alloggiati in alcuni dei 450 appartamenti dell”Hotel House difficile esperimento di convivenza multietnica che sbarrano l”ingresso all”ospite. La polizia preferisce non sfondare il murò, e Salvini risale in auto diretto a Macerata, dove trova altri 300 contestatori e lanciatori di uova: «squadristi» che «magari hanno festeggiato il 25 aprile» dirà

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