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La Befana vien di notte…

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befana

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!

NB: Le immagini sopra non sono mie e le trovate qui.

 

150 anni di fish and chips!

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Image property of Lordy99 - All rights reserved http://www.flickr.com/photos/lordy99/509953431

Il  fish and chips piatto simbolo della cucina britannica, festeggia il secolo e mezzo di vita, sopravvivendo a tutte le tendenze culinarie avvicendatesi e alla cucina salutare di Jamie Oliver :-)

Il mio ricordo personale sul fish and chips è legato al giorno 13 ottobre 2007,  giorno della partita di calcio Inghilterra-Estonia. Ricordo all’interno del meraviglioso Wembley Stadium appena ricostruito, tutto gli spalti uniti nel cantare l’inno “God save the Queen”.

Terminato l’inno il pubblico è tornato all’attività principe del sabato pomeriggio… divorare i bastoncini di merluzzo fritti. E così è stato per i restanti 90 minuti  e nonostante i 3 goal della propria nazionale (sì, esultavano a bocca piena!)

Mai nella mia vita mi sono trovata circondata da così tante persone che addentavano spontaneamente lo stesso cibo. Quasi un’azione di marketing sulla massa. Naturalmente i banchetti di street food vendevano anche cibi confezionati, hot dog e polpettine varie… ma no, l’inglese vuole il pesce nella carta di giornale!

De gustibus non est disputandum :-)

Alcune chicche sparse: la puzza di fritto tra le gradinate,  la carta di giornale simulata e un’inizio di secondo tempo a stadio semi-deserto… erano ancora tutti in coda ai botteghini per il fish and chips :-)

Grazie a Sergio per la revisione calcistica.

Mini Frittatina lucana

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Leggendo il belissimo contest  pubblicato su Anice e Cannella mi sono chiesta se potevo partecipare pur non avendo origini pugliesi o lucane.  L’idea di entrare realmente a contatto con la tradizione culinaria di due regioni che conoscevo (purtroppo) poco  era molto allettante e quindi ho chiesto aiuto a Luisa, moglie lucana del mio collega Riccardo.

Tra le varie ricette (quasi tutti primi piatti) Luisa è particolarmente legata a questa frittata (era ovvio che avremmo scelto l’unico NON primo piatto :)),  velocissima da preparare, composta da ingredienti semplici e di sicura reperibilità nella propria dispensa.

Poi, visto che l’estetica per noi viaggia di pari passo col gusto, abbiamo deciso di suddividerla in mono-porzioni leggerissime e di presentarla come antipasto :)

Spero che la tradizione non ne abbia a male :)

Ingredienti (dose per 2 persone):

Preparazione:

In una padella soffriggete nell’olio il peperoncino; versate l’olio in una terrina, lasciatelo intiepidire, rompete le uova, aggiungete il pecorino, sbattete e versate il tutto nella padella calda, rimasta appena unta. Cuocete la frittata da ambo le parti e servitela. Avrei voluto preparare la ricetta aggiungendo anche qualche pomodorino secco, ma sfortunatamente ero convinta di averli in dispensa e invece…sigh…erano finiti :(

Ovviamente potete preparare questa frittata anche con peperoncini freschi, senza semi, tagliati ad anelli, cuocendoli con le uova.

Pesto al mortaio e Voiello day

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Sveglia presto… oggi giornata frenetica ed entusiasmante… c’è l’incontro VOIELLO a Genova!!!
Attendo questo momento da quando ho scoperto la prima data del tour a Milano, ma ovviamente l’ho scoperta il giorno dopo, la solita sf….scalogna nera!
E a pensarci bene ammorbo da allora il blog Piacere Vero chiedendo una data genovese…e finalmente oggi sono accontentata!!!

Quindi si parte! Armata della mia fida Canon mi dirigo verso il luogo dell’incontro, il laboratorio di Roberto Panizza, dopo una breve parentesi nei vicoli per mangiare un pezzo di focaccia (mica ci arrivo alla sera altrimenti :)), e sono lì giusto in tempo per l’inizio!

Le HAGAKURINE (che finalmente conosco :), ciao ragazze!!!) mi accolgono e mi regalano un bellissimo grembiule… che dopo ci servirà.
Roberto parte subito con l’illustrarci il pesto, questa mitica salsa (la TERZA più prodotto al MONDO!!! Dopo maionese e ketchup ovvio) derivata dalla mistura di:

  • basilico genovese di circa 15 giorni (mai meno di 10)
  • pinoli (di ottima qualità, pisani o calabresi)
  • aglio di Vessalico (nel nostro caso aglio rosso di Nubia… per quello di Vessalico è troppo presto… ormai incuriosita mi toccherà andare alla fiera dell’aglio che si tiene a luglio)
  • olio taggiasco
  • pecorino fiore sardo
  • parmigiano reggiano (percentuali a scelta)
  • sale non raffinato(si cita la salina di Trapani)

Alcune varianti utilizzano come formaggio  la prescinseua (Tigullio), che regala un sapore leggermente più acido e le noci al posto dei pinoli. Personalmente in famiglia abbiamo sempre usato il parmigiano… sarà che sono mezza emiliana :)

Infine come attrezzature un mortaio in marmo di Carrara, un pestello in legno di pero… e olio di gomito :)

Giuro, ci si diverte un sacco!

Prima Roberto ci mostra come si fa con il mortaio più grande del mondo (35 KG!!!) e poi ci fa provare dividendoci in piccoli gruppi (ecco il perchè del grembiule :)).

Ok nel mio c’è un po’ troppo sale… mi allenerò ancora un po’ prima di partecipare al campionato mondiale di pesto che si terrà  a Genova il 20 marzo :) Roberto è  uno degli organizzatori!

A seguire ci spostiamo in una tipica trattoria genovese, dove consumiamo un antipasto di torte di verdura e salumi, per poi passare al cuore della cena con

  • trenette al pesto con fagiolini
  • farfalle con salsa di noci
  • fusilli bucati con salsa di pinoli con mollica di pane di Triora

Terminiamo con torta al cioccolato e caffè per non farci mancare nulla :)

I sughi sono stati preparati da Roberto la sera prima, al ritorno dalla tappa americana del Pesto Championship.

Verso mezzanotte ci si dirige verso casa, felici per aver rivisto amici, per averne conosciuti di nuovi, per aver recuperato “un vecchio mestere”. Che dire a presto…e speriamo che le Hagakurine siano buone con la mia “intervista doppia” :)

Natale per i mercati tedeschi… le zimtsterne

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Rieccoci :)

Voi non potete saperlo ma mi sono data l’obiettivo di scrivere 5 post in un mese prima di mettere tutto online, altrimenti avrei cestinato il tutto e nessuno al mondo sarebbe venuto a conoscenza della mia permanenza nel “mondo delle stoviglie”, anche se, lo so, non ne avreste sentito la mancanza ;).

Detto questo sono al mio secondo post in 3 giorni… sarà l’entusiasmo della novità?

Vi  racconto la prima delle mie passioni gastronomiche, forse proprio l’inizio dei miei esperimenti culinari (beh sì uova al tegamino e bistecca ai ferri non contano ;-)).

Le Zimtsterne sono un dolcetto natalizio (beh sì ci sono le stelline e la glassa bianca…era ovvio :)), che potete trovare nei mercatini di Natale in Germania.

Sono talmente belle e così buonissime che le ho utilizzate come regalino per alcuni miei colleghi maschi (con il dolce non sbagli mai :)).

Vi allego qui sotto la ricetta da cui sono partita (fonte: cilieginasullatorta.it)

A me sono venuta circa 30-35 stelline, dipende dalla misura della vostra formina…klar :)

Ingredienti:

  • 400 g di farina di mandorle
  • 200 g di zucchero a velo
  • 2 albumi medi (circa 70 g)
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 3 cucchiaini rasi di cannella in polvere
  • ½ cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 punta di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 pizzico di sale

Per la glassa reale:

  • 1 albume
  • 200 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di succo di limone

Preparazione

In una ciotola unire la farina di mandorle, le spezie e il sale. Montare gli albumi con le fruste, una volta diventati spumosi (non sodi) aggiungere il succo di limone e, un po’ alla volta, lo zucchero a velo; continuare a montare fino a quando il composto non sarà lucido e ben fermo. Unire la meringa agli ingredienti asciutti, un po’ per volta, avendo cura di incorporarla delicatamente; non è detto che sia necessario utilizzare tutti gli albumi, quando l’impasto risulterà sufficientemente plastico ed idratato da essere lavorato senza difficoltà (toccandolo non deve appiccicarsi alle mani) avvolgere nella pellicola e lasciar riposare in frigo almeno 1 ora. Preriscaldare il forno a 150°C. Cospargere il piano di lavoro con poco zucchero a velo e stendervi l’impasto ad uno spessore di circa mezzo centimetro; con un tagliapasta a forma di stella ritagliare le stelle e sistemarle su teglie ricoperte di carta forno. Cuocere per circa 15 minuti, trasferire su una griglia e lasciar raffreddare completamente. Preparare la glassa: montare l’albume, unire il succo di limone e lo zucchero setacciato e continuare a montare fino a quando la glassa non diventa lucida; aggiungere zucchero se la glassa risulta troppo liquida o alcune gocce di limone se invece sembra troppo consistente.

È possibile preparare la glassa in anticipo e conservarla in frigo ben chiusa in un contenitore a chiusura ermetica per non farla asciugare. Con l’aiuto di un coltellino distribuire la glassa su ogni biscotto e lasciarla asciugare completamente (ci vorranno diverse ore). Conservare in una scatola di latta (io uso quella dei biscotti IKEA :))

a presto

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