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Penne lisce con ceci, ricotta e pesto

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Mi piacerebbe raccontarvi di più su questo piatto o sulla mia settimana appena trascorsa, invece sono qui alla presa con una fastidiosa e tremenda tendinite e scrivere due righe è già come aver scritto la Divina Commedia – anche in termini di tempo utilizzato nella scrittura.

Quindi qui ci siamo qui io, il mio supporto per il polso e la crema cortisonica, e ci terremo compagnia per le prossime 6 settimane. :-(

Ps. se siete a conoscenza di qualche “rimedio della nonna” per la tendinite ogni consiglio è ben accetto!

Ingredienti per due:

  • 160 gr. penne lisce Monograno Felicetti
  • 80 gr. fagiolini sbianchiti
  • 100 gr. ceci scolati e sciacquati
  • 50 gr. pesto (indicazioni qui)
  • 100 gr. ricotta

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Realizzazione:

Scalda leggermente il pesto in una padella, aggiungi la ricotta tenendone da parte un cucchiaio.

Cuoci la penne lisce secondo le indicazioni sulla confezione. Aggiungi un mestolo di acqua di cottura alla salsa che amalgamerai bene.

Scola la pasta e trasferiscila nella padella aggiungendo anche i fagiolini e i ceci. Sala e pepa a piacere, mescola il tutto.

Impiatta e guarnisci con la ricotta rimasta.

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Bavettine con pesto, patate e fagiolini

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Partiamo col dire che queste dovevano essere trenette al pesto, ma le bavettine avevo e quindi caro Andrea ti devi rassegnare a questo scatto. ;-) Sì perchè il mio amico e collega Andrea aveva bisogno di una foto di trenette, essendo il claim del suo blog “Il TCP/IP è la più grande invenzione dell’uomo, dopo la ruota e le trenette al pesto” e quindi sabato si è andati di pasta al pesto!

La ricetta tradizionale vuole che insieme alla pasta e al pesto vi siano anche fagiolini e patate lessate tagliate a pezzi, che accompagnano il piatto conferendogli maggiore gusto e completezza.

Il pesto, la TERZA salsa più prodotto al MONDO (dopo maionese e ketchup ovvio), derivata dalla mistura al mortaio di (segue ordine corretto per pestare gli ingredienti):

  • aglio di Vessalico
  • pinoli (di ottima qualità, pisani o calabresi)
  • sale non raffinato (es. salina di Trapani) pochissimo, qualche grano appena
  • basilico genovese di circa 15 giorni (mai meno di 10)
  • parmigiano reggiano 24 mesi e pecorino fiore sardo (percentuali secondo il proprio gusto)
  • olio taggiasco

Esistono sul territorio alcune varianti che utilizzano come formaggio  la prescinseua (Tigullio), che regala un sapore leggermente più acido e le noci al posto dei pinoli. Personalmente nella mia famiglia abbiamo sempre usato il parmigiano… sarà che sono mezza emiliana. ;-)

Bavettine al pesto per 2 persone.
200 gr di bavette
1 patata piccola sbucciata e tagliata a pezzettini
10 fagiolini verdi
pesto alla genovese

Realizzazione

Mettere sul fuoco abbondante acqua salata e cuocervi i fagiolini e la patata. Dopo circa 5 minuti unire le bavette e ultimare la cottura. Scolare bene la pasta, le patate e i fagiolini e condire con il pesto.


Minestrone alla genovese – Menestron ä zeneize

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La cucina ligure è sostanzialmente povera, non ha certo la ricchezza di quella emiliana o la corposità di quella toscana. Il suo segreto sta nei profumi dell’orto, delle erbette e nel mischiare ingredienti semplici.

La cucina ligure risente delle caratteristiche della sua terra, ed è pertanto cucina sia di mare che di montagna. La scarsità di pascoli bovini e di selvaggine costrinse i liguri a sviluppare piatti a base di ingredienti alternativi quali il pesce e le erbe: nascevano così i condimenti a base di erbe selvatiche o coltivate, tra cui spicca il pesto, le molte torte salate alle verdure, la più famosa delle quali è la torta pasqualina, i ripieni e le focacce.
Ugualmente, la cucina ligure risente della contaminazione di altri luoghi e popoli con i quali nell’arco dei secoli i genovesi sono entrati in contatto, soprattutto per commercio.
La bandiera di questa cucina è senza dubbio il pesto e da qui la mia scelta di parlarvi del minestrone genovese (che a differenza di altri è preparato col pesto), piatto umile ma dalla grande importanza, che personalmente adoro mangiare nelle serate più fredde (e la scorsa settimana ne ho consumato proprio tanto) e che porto anche il giorno dopo in ufficio nella schiscetta.

Sottoripa (fronte porto di Genova)


Vi riporto una storiella popolare sul minestrone.
A Genova ai tempi delle osterie ambulanti che lavoravano nel porto e che avevano una ben fornita dispensa con relativa cucina, si servivano ai naviganti in arrivo, in partenza o di passaggio numerosi piatti riuscendo sempre a farsi intendere nonostante la lingua parlata non fosse la stessa. Pare che tra questi piatti il preferito e il più richiesto fosse proprio il minestrone.
Un piatto con la caratteristica di essere buono anche freddo.
I suoi ingredienti sono prodotti della natura e di facile reperibilità, quali verdure e legumi: patate, fagioli, zucchine, verza, spinaci, melanzana e brichetti o taglierini (ma anche il riso e personalmente lo preferisco così) nonché l’indispensabile pesto.

Le informazioni qui sopra sono state raccolte su mangiareinliguria.it, su Wikipedia e su vecchi libri dedicati alla cucina ligure. La ricetta del minestrone invece è quella di mia madre ed è la stessa che propone giornalmente al ristorante.

Ingredienti per preparare un minestrone per più persone (ovviamente le verdure variano secondo disponibilità delle stagioni)

  • 500 g patate
  • 300 g borlotti
  • 200 g piselli
  • 300 g zucchini
  • 300 g bietole
  • 1 cavolo verza
  • 1 gambo di sedano
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 1 manciata spinaci
  • 200 g riso
  • Un paio di cucchiai di pesto
  • Olio d’oliva extra vergine
  • sale

Preparazione
Lavare le verdure e tagliarle a pezzetti. Portare a ebollizione le verdure in una pentola, con un pizzico di sale e olio evo. Lasciarle cuocere lentamente e a lungo, almeno per un paio d’ore.
Quando vedete che il brodo diventa denso e le verdure si sciolgono, il minestrone è pronto. Regolate di sale e aggiungete il riso, che farete cuocere secondo indicazioni.
A cottura ultimata, aggiungete il pesto mescolate e impiattate.

Barche dei pescatori a Camogli

Pesto al mortaio e Voiello day

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Sveglia presto… oggi giornata frenetica ed entusiasmante… c’è l’incontro VOIELLO a Genova!!!
Attendo questo momento da quando ho scoperto la prima data del tour a Milano, ma ovviamente l’ho scoperta il giorno dopo, la solita sf….scalogna nera!
E a pensarci bene ammorbo da allora il blog Piacere Vero chiedendo una data genovese…e finalmente oggi sono accontentata!!!

Quindi si parte! Armata della mia fida Canon mi dirigo verso il luogo dell’incontro, il laboratorio di Roberto Panizza, dopo una breve parentesi nei vicoli per mangiare un pezzo di focaccia (mica ci arrivo alla sera altrimenti :)), e sono lì giusto in tempo per l’inizio!

Le HAGAKURINE (che finalmente conosco :), ciao ragazze!!!) mi accolgono e mi regalano un bellissimo grembiule… che dopo ci servirà.
Roberto parte subito con l’illustrarci il pesto, questa mitica salsa (la TERZA più prodotto al MONDO!!! Dopo maionese e ketchup ovvio) derivata dalla mistura di:

  • basilico genovese di circa 15 giorni (mai meno di 10)
  • pinoli (di ottima qualità, pisani o calabresi)
  • aglio di Vessalico (nel nostro caso aglio rosso di Nubia… per quello di Vessalico è troppo presto… ormai incuriosita mi toccherà andare alla fiera dell’aglio che si tiene a luglio)
  • olio taggiasco
  • pecorino fiore sardo
  • parmigiano reggiano (percentuali a scelta)
  • sale non raffinato(si cita la salina di Trapani)

Alcune varianti utilizzano come formaggio  la prescinseua (Tigullio), che regala un sapore leggermente più acido e le noci al posto dei pinoli. Personalmente in famiglia abbiamo sempre usato il parmigiano… sarà che sono mezza emiliana :)

Infine come attrezzature un mortaio in marmo di Carrara, un pestello in legno di pero… e olio di gomito :)

Giuro, ci si diverte un sacco!

Prima Roberto ci mostra come si fa con il mortaio più grande del mondo (35 KG!!!) e poi ci fa provare dividendoci in piccoli gruppi (ecco il perchè del grembiule :)).

Ok nel mio c’è un po’ troppo sale… mi allenerò ancora un po’ prima di partecipare al campionato mondiale di pesto che si terrà  a Genova il 20 marzo :) Roberto è  uno degli organizzatori!

A seguire ci spostiamo in una tipica trattoria genovese, dove consumiamo un antipasto di torte di verdura e salumi, per poi passare al cuore della cena con

  • trenette al pesto con fagiolini
  • farfalle con salsa di noci
  • fusilli bucati con salsa di pinoli con mollica di pane di Triora

Terminiamo con torta al cioccolato e caffè per non farci mancare nulla :)

I sughi sono stati preparati da Roberto la sera prima, al ritorno dalla tappa americana del Pesto Championship.

Verso mezzanotte ci si dirige verso casa, felici per aver rivisto amici, per averne conosciuti di nuovi, per aver recuperato “un vecchio mestere”. Che dire a presto…e speriamo che le Hagakurine siano buone con la mia “intervista doppia” :)

Incontro Voiello a Genova: gli ultimi posti

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Finalmente tornano gli incontri  Voiello e il primo del 2010 si terrà a … Genova!!! FInalmente :)

La giornata sarà dedicata alle salse al mortaio, in particolare al pesto genovese (e a cos’altro se no?!).

Sabato 27 febbraio tutti in  visita al laboratorio artigianale di Roberto Panizza, genovese doc, produttore di pesto e presidente di “Palatifini”, un’associazione che organizza periodicamente il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio (tra l’altro la terza edizione si tiene a Genova il 20 marzo).

Per i ritardatari qui il link per iscriversi agli ultimi posti, quindi…ci si vede lì! :)

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