Articoli con tag peperoncino

Spaghetti leggeri al granchio

16

Come vi accennavo nel post precedente, “L’artigiano in fiera” propone cibi da tutto il mondo. È impossibile per una foodie curiosa uscirne a mani vuote… Ed è impossibile passeggiare tra gli stand senza pianificare mentalmente i prossimi viaggi o le prossime ricette. :-) Pensavo che avrei sbranato il granchio reale norvegese (uno degli acquisti) così, al naturale, con appena un po’ di limone. Ma leggendo del contest di Semi di Papavero ho resistito e provato a preparare una ricetta “light”, senza olio né alcun genere di grassi. Il granchio si presta molto bene perché è delicato ma insaporisce parecchio ciò che lo accompagna. Nel mio caso ho scelto i “Farretti“: gli spaghetti di farro di Prometeo Urbino.

Vi lascio quindi alla ricetta. Facile, veloce, leggera e buona (un casino buona :-)). Quasi non ci si crede. :-)

Ingredienti per due persone:

  • Un pomodoro
  • Un quarto di cipolla
  • Prezzemolo
  • Peperoncino
  • Prezzemolo tritato
  • Uno spicchio d’aglio
  • Mezzo limone bio
  • 150 gr. granchio reale norvegese
  • Vodka
  • 180 gr. spaghetti al farro (i Farretti)

Preparazione:

Pelate il pomodoro, privatelo dei semi e tagliatelo a dadini. Mettetelo a scaldare in padella assieme alla cipolla e l’aglio che avrete tritato finemente. Aggiungete il peperoncino, il sale e un pizzico di zucchero. In una decina di minuti pomodoro e cipolla dovrebbero essersi completamente sciolti e potrete completare con il prezzemolo. Avendo deciso di non utilizzare l’olio, farete in modo che il sugo non si asciughi troppo.

In un’altra padella scaldate il granchio assieme al succo di mezzo limone. Dopo averlo sfibrato con una forchetta, sfumatelo con la vodka, salate, pepate e trasferite nel sugo di pomodoro che potrete, se necessario, diluire con l’acqua di cottura della pasta.

Scolate la pasta al dente e “saltatela” in padella assieme al sugo.



Campotti con sugo di scorfano e capperi

15

Quando ho avuto tra le mani i Campotti, il nuovo formato del Pastificio dei Campi mi sono innamorata immediatamente di forma e packaging. Che ci volete fare, con un passato grafico, la mania delle confezioni e un po’ di geek-ttudine inside (termine che indica la cronica passione per ciò che è tecnologia) questo pastificio mi fa impazzire.

Lo sapete che inserendo il nome del prodotto e la data di scadenza potete tracciare qui l’origine della pasta prodotta a mano, rintracciabile dalla semina fino al confezionamento, tramite Google Earth.

Ma torniamo alla pasta: il nome Campotto viene dall’unione di Campi e 8, data la forma inusuale della pasta e lo stesso è stato creato con un sondaggio su Internet, non è grandioso (ecco che torna la geek-ttudine :-))!?

Ok la smetto e vi lascio alla ricetta. :-)

Ingredienti (dose per 2 persone):

150 gr. Campotti

1 trancio di scorfano

polpa di pomodoro

aglio

prezzemolo

vino bianco

sale

olio

1 peperoncino secco

capperi

Preparazione

Tritate la cipolla e fatela rosolare, nel mentre tagliate lo scorfano a piccoli pezzi e aggiungetelo alla cipolla. Aggiungete capperi, aglio e prezzemolo e fate sfumare con un bicchiere di vino bianco. Quando il vino si è asciugato versate la polpa  di pomodoro. Aggiungete un pizzico di sale e il peperoncino tagliato e fate cuocere per circa 20 minuti.
A parte cuocete i Campotti in acqua bollente. Scolate e fate saltare in padella con il precedente sughetto. Servite in tavola con “scagliette” di scorfano come decorazione.

Spaghettini trafilati al bronzo con filetti di sgombro Angelo Parodi, peperoncino e finocchietto

13

Ecco la seconda ricetta legata al contest Impiatta e Scatta realizzato in collaborazione con Angelo Parodi (non vi siete dimenticati vero?).

Certo io non vi prenderò parte (ma sarò con i vincitori alla lezione di cucina per conoscerli personalmente e passare una bella giornata insieme) tuttavia pubblicherò qualche ricetta in modo da ricordarvi il contest e (spero) invogliarvi a partecipare. :-)

Prima di raccontarvi la ricetta però vi riporto un aneddoto legato alla mia vita  in questo ultimo periodo (direte chissene… con ragione, ma dopo capirete perchè).

Dunque, un paio di settimane fa si rompe il frigo e a ruota il congelatore (congelatore modello very king size), che già di per sè è una rottura galattica, figuratevi una pseudo food blogger e una cuoca seria (la mamma) come la possono prendere… esatto le telenovelas argentine (leggi Manuela) ci facevano un baffo.

Vi risparmio giri presso ipermercati vari e lunghe serate su internet per trovare il modello ideale adatto a tutta la famiglia, manco avessimo dovuto ristrutturare casa. :-)

Finalmente arriva il corriere con i nostri 2 pacchi scintillanti e tadaaaaa… 1 giorno dopo ci piove in bagno, si rompe qualcosa all’inquilino di sopra (l’idraulico non ha ancora stabilito cosa… ARGHHH) e il risultato è che piove, giuro non sono due gocce… sembra proprio che ci sia il rubinetto aperto. :-(

Tutta questa prefazione per dire che partecipo a Ricette per la felicità contest di Juls’ Kitchen e Macchine Alimentari (www.macchine-alimentari.it) :-)

Perchè partecipare proprio con questa ricetta? Non sarebbero state più adatte torte golose o piatti super coccolosi? Anche no :-)

A me questa ricetta rende felice perchè è legata al primo contest del Paese, in collaborazione con una marca di conserve ittiche (la Angelo Parodi) che mi piace molto e che è legata alla mia città d’origine, Genova e perchè spero che poco poco vi possa ispirare. Quindi nonostante le piccole sventure di questo periodo, io sono proprio felice, felice di leggere i vostri messaggini e i vostri splendidi contributi!

Alla faccia del vicino. :-)

Ma ora basta post logorroico e passiamo alla ricetta che è proprio semplice semplice e adatta a tutti, anche a chi ha poco tempo per cucinare.

Ingredienti (dosi per 2 persone)

Realizzazione:

Portare a bollore l’acqua salata per la pasta e immergetevi il finocchietto selvatico. Fate cuocere per 5 minuti, scolatelo conservando l’acqua e tritatelo. In una padella soffriggete l’aglio e il finocchietto. Aggiungete un mestolo della precedente acqua di cottura.

Cuocete gli spaghettini nell’acqua al sapore di finocchietto e scolateli al dente. Versate la pasta nella padella con il finocchietto, il peperoncino e i filetti di sgombro e lasciate insaporire mescolando il tutto delicatamente.

Aggiungete sale e mix Creola.

Servite decorando con finocchietto e peperoncino. Buon appetito e buon contest a tutti!

Mezze maniche integrali con caprino, erba cipollina e peperoncino

8

Rieccomi con il formaggio caprino, voi ancora non ve ne sarete accorti ma io diventerò pedante con questa delizia :-)

Il motivo è semplice, sono intollerante al latte vaccino (nulla di preoccupante, solo non lo digerisco e mi viene un mal di testa lancinante) e ho passato anni a trovare alternative. Ho provato il latte di soia, quello di riso, quelli ad alta digeribilità fino ad arrivare a quello di capra, che sembra non darmi problemi.

Da qui l’uso del formaggio caprino (io adoro il formaggio!!! ma devo limitarmi… sigh) e gli esperimenti sui possibili utilizzi (toh i precedenti rotolini). Per chi si chiede il motivo della “leggerezza” del latte di capra, eccone alcune tra quelle che ho raccolto.

LE PROTEINE (sieroproteine + caseine):

1)  nel latte di capra, a differenza del latte vaccino, vi e’ una maggiore presenza di sieroproteine  rispetto alle caseine.

Le caseine sono proteine che si  trovano  disperse in soluzione sotto forma di  aggregati micellari di grande diametro e quindi difficilmente digeribili. Al contrario, le sieroproteine  non si aggregano a formare complessi e quindi  possono essere assorbite velocemente dalle cellule dell’organismo risultando piu’ digeribili.

2) nel latte di capra, a differenza del latte vaccino, vi e’ una  minore presenza di caseine rispetto alle sieroproteine.

La caseina  alfa-S1  e’ ritenuta la maggiore responsabile dell’allergia alle proteine del latte.

3) nel latte di capra, a differenza del latte vaccino, le micelle formate dalla caseina * hanno un diametro minore , formano complessi piu’  soffici e friabili e l’attacco da parte degli enzimi digestivi e’ facilitato.

I GRASSI :

nel latte di capra vi e’ una maggiore presenza di acidi grassi a catena corta e media, che  formano micelle di grasso di piccolo diametro attaccate piu’ facilmente dall’enzima lipasi intestinale rispetto a quanto avviene nel latte vaccino, in cui sono presenti acidi grassi principalmente a catena media e lunga.  I grassi del latte di capra sono quindi meglio digeribili.

Trovate info anche qui: http://www.capre.it/

La ricetta qui sotto è gustosissima e il peperoncino è una chicca in più che la rende un piatto veramente piacevole (ricetta di Marcella Cucina di Marcella Hazan)

Ingredienti:

Per 2 persone

  • 200 gr. mezze maniche
  • 80 gr. caprino dolce
  • erba cipollina
  • 1 bacca di peperoncino
  • sale e olio

Preparazione:

Bollite la pasta, scolatela al dente e amalgamate con il caprino stemperato con un po’ di olio e acqua della pasta. Conditeli generosamente con peperoncino de erba cipollina tagliuzzata.

Mini Frittatina lucana

4

Leggendo il belissimo contest  pubblicato su Anice e Cannella mi sono chiesta se potevo partecipare pur non avendo origini pugliesi o lucane.  L’idea di entrare realmente a contatto con la tradizione culinaria di due regioni che conoscevo (purtroppo) poco  era molto allettante e quindi ho chiesto aiuto a Luisa, moglie lucana del mio collega Riccardo.

Tra le varie ricette (quasi tutti primi piatti) Luisa è particolarmente legata a questa frittata (era ovvio che avremmo scelto l’unico NON primo piatto :)),  velocissima da preparare, composta da ingredienti semplici e di sicura reperibilità nella propria dispensa.

Poi, visto che l’estetica per noi viaggia di pari passo col gusto, abbiamo deciso di suddividerla in mono-porzioni leggerissime e di presentarla come antipasto :)

Spero che la tradizione non ne abbia a male :)

Ingredienti (dose per 2 persone):

Preparazione:

In una padella soffriggete nell’olio il peperoncino; versate l’olio in una terrina, lasciatelo intiepidire, rompete le uova, aggiungete il pecorino, sbattete e versate il tutto nella padella calda, rimasta appena unta. Cuocete la frittata da ambo le parti e servitela. Avrei voluto preparare la ricetta aggiungendo anche qualche pomodorino secco, ma sfortunatamente ero convinta di averli in dispensa e invece…sigh…erano finiti :(

Ovviamente potete preparare questa frittata anche con peperoncini freschi, senza semi, tagliati ad anelli, cuocendoli con le uova.

Torna su