Pesce
Torta di sardine e patate al forno
7Prima della ricetta un messaggio, senza polemiche e senza giudizio, solo un numero per Genova: 45 500. Sms di aiuto.
Tempo fa a Genova ho partecipato a Slow Fish ed ho assistito ad un’interessante convegno che consigliava un consumo maggiore di pesci poveri e meno conosciuti. Questo per variare i consumi ed evitare l’impoverimento dei nostri mari.
Tra i pesci suggeriti il relatore ha parlato della sardina, pesce economico, dalla stagionalità annuale e dalla carne saporita. Un pesce che può essere fritto, arrostito, cotto in forno ed ottimo per salse ed involtini, un pesce estremamente versatile. Quella di seguito è una delle ricette pensata dai cuochi del convegno, ricetta che mi sono appuntata e ripromessa di provare al più presto (ed ovviamente sono passati mesi
).
Nel tortino ho utilizzato le sardine in olio d’oliva Angelo Parodi e la mia nuova pirofila 4 in 1 della Pirex e già che ci siamo approfitto per un memo, avete ancora 2 mesi di tempo per vincere 2 Kitchen Aid e tantissimi prodotti Angelo Parodi!
Avete già pensato alla ricetta per Impiatta E Scatta 2? No?!?!?! Cosa aspettate, partecipare è semplicissimo (clicca qui per il regolamento).
Ingredienti per 4 persone
4 scatolette di sardine sotto’olio Angelo Parodi
6 patate grandi (devono coprire il fondo della vostra pirofila)
Mollica di pane e pangrattato
Latte
Parmigiano Grattugiato
3 uova
Olio E.v.o.
Maggiorana
Sale e pepe
Realizzazione
Pelate le patate e tagliatele a fette. Disponete le patate nella pirofila e condite con olio e sale. Mettete la pirofila nel forno già caldo a 180° e portate le patate a circa 10 minuti dalla cottura finale.
Nel mentre preparare una farcia con un paio di sardine tritate – pulite dalla lisca – e la mollica precedentemente ammollata nel latte, Parmigiano Reggiano grattugiato, uova, maggiorana e sale. Rendete l’impasto omogeneo e distribuitelo sulle patate quasi cotte. Terminate la vostra “torta” con un ultimo strato di sardine (metà sardina). Spolverate con il pangrattato e terminate la cottura – circa 15/20 minuti.
Ultima comunicazione per oggi: seguite il sito della manifestazione Forno Festival, oltre a trovare tantissime ricette avete anche la possibilità di vincere 5 forni e di partecipare a lezioni gratuite di cucina in moltissime scuole d’Italia.
Trofiette al ragù di Mare del Veliero
11Oggi pubblico una vecchia ricetta con qualche aggiornamento, magari qualcuno di voi ha già visto le foto sul mio Flickr o sulla pagina Facebook del Veliero.
La ricetta parla delle nostre Trofiette al ragù di mare. Nostre perché la ricetta è della mia mamma, Gianna, ed è diventata uno dei piatti forti del ristorante Al Veliero, il ristorante dei miei zii dove mia mamma fa la cuoca (e dove io ho fatto la cameriera per tantissime estati
).
Se passata da Lavagna venite a trovarci e chiedete le Trofiette alla Veliero, dite che vi manda Sonia.
Per chi non le conosce le trofie sono un tipo di pasta fresca originaria della Liguria e sono caratterizzate dalla forma arricciata. Solitamente sono presentata con il tipico e famosissimo PESTO, ma alcune varianti le presentano con patate e fagiolini novelli. Un giorno, circa 15 anni fa, mia mamma ha provato questa variante per gioco… ed è piaciuta tanto da essere inserita a pieno titolo nel menu. Beh evito di dilungarmi oltre e vi riporto la ricetta direttamente dai quaderni della mamma!
Ingredienti:
- x 2 persone
- 200 gr. di trofiette genovesi fresche
- 1 cipolla
- 1 seppia (media oppure 2 piccole)
- 1 paio di calamari
- 1 manciata di gamberetti
- 1 manciata di cozze (personalmente vi consiglio quelle di Olbia) e vongole
- qualche cucchiaio di polpa di pomodoro
- 1 carciofo fresco
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- aglio, prezzemolo, sale e pepe
Preparazione
Pulite e tagliate seppie e calamari a striscioline sottili. Fate dorare la cipolla tritata e aggiungete le striscioline di pesce con aglio e prezzemolo. Fate rosolare ancora un po’ e aggiungete il bicchiere di vino, lasciate evaporare (se vedete che il pesce è ancora duro potete aggiungere un po’ d’acqua). Aggiungete il carciofo tagliato finemente. Per ultimi polpa di pomodoro, gamberetti, cozze e vongole (ben lavate mi raccomando
) e spolverate il tutto di pepe. Cuocete le trofie in abbondante acqua salata (5 minuti circa), scolatele e saltatele velocemente in padella. Servite con abbondante prezzemolo fresco.
Con questa ricetta partecipo al contest “GLOSSY food” organizzato da GustosaMente e GlossyBox.it
Thai-style fish cakes e Verdicchio di jesi
12ENGLISH RECIPE BELOW.
Eccoci tornati dopo la pausa estiva agli abbinamenti in collaborazione con Winexplorer (qui la ricetta abbinata al Monferrato Rosso, qui quella con il bianco georgiano e qui il filetto con il Nobile di Montepulciano), oggi con delle polpette thai style ho deciso di accostare un profumatissimo Verdicchio dei Castelli di jesi Conti di Buscareto. Sotto la scheda del vino.
Queste piccole polpettine mi hanno colpito subito, mentre nella libreria di St. Johns Wood, stavo sfogliando il libro di Annie Rigg “Small plates”. Qualche giorno fa ho scoperto che, in quanto residente, ho diritto alla tessera della biblioteca, tessera valida in tutta Westminster. Tradotto vuol dire che posso prendere fino a 20 libri gratuitamente in un sacco di librerie qui a Londra… e che libri! Solo quella vicino a casa ha due scaffali colmi di libri sul cibo, tutti titoli nuovissimi e l’intera bibliografia di gente come Jamie Oliver, Bill Granger e Nigella, per non parlare poi delle Lonely Planet di tutto il mondo, decine di libri sulla fotografia, scaffali interi di manga (Death Note e Vampire Hunter ad esempio
) e molto altro. Insomma per me è il paradiso! Ma torniamo alla ricetta di Annie Rigg, queste mini polpette possono essere preparate e cotte in anticipo e poi riscaldate in forno 5 minuti prima di pranzare (o cenare). Dimenticavo: ho modificato un po’ la ricetta secondo il mio gusto e così è perfetta (il troppo piccante non mi piace).
Buon appetito!
Ingredienti
125 g merluzzo senza pelle o altro pesce bianco
150 g di gamberetti crudi sgusciati e puliti
100 g di cocco fresco grattugiato
1 peperoncino rosso fresco
4 cipollotti
1 cucchiaio di coriandolo fresco tritato
1 cucchiaio di pasta di curry rosso tailandese
sale
2-3 cucchiai di olio di girasole, per friggere
spicchi di lime
Realizzazione
Tagliate il merluzzo in grossi pezzi e mettetelo in un frullatore con i gamberetti e il cocco. Frullatelo fino a quando avrete un composto quasi liscio. Togliere i semi dal peperoncino e tritatelo finemente. Mettete il peperoncino in una ciotola insieme al pesce, ai cipollotti, al coriandolo, alla pasta di curry e al sale. Mescolate bene, dividete l’impasto in 8-10 porzioni di dimensione uniforme e, usando le mani bagnate, date la forma di polpette. Scaldate l’olio in una padella a fuoco medio e friggete le polpette in 2 o 3 step fino a doratura. Scolare le polpette su carta da cucina e servire con spicchi di lime.
Here we are back after the summer break in collaboration with WinExplorer (here the recipe combined with the Monferrato Rosso, here the one with the white Georgian and here the thread with the Nobile di Montepulciano) meatballs with Thai style today I decided to pull over a fragrant Verdicchio dei Castelli di Jesi Buscareto.
These little balls they hit me once while in the library of St. Johns Wood was flipping through the book by Annie Rigg “Small plates”. A few days ago I discovered that I as a resident entitled to free library card, membership card valid throughout Westminster. Translated it means that I can take up to 20 books for free in a lot of bookstores here in London! Only one close to home has two shelves full of books about food, all-new titles and the entire literature of people like Jamie Oliver, Bill Granger and Nigella, not to mention the Lonely Planet from around the world, dozens of books on photography, whole shelves of manga (Death Note and Vampire Hunter for example
) and much more. For me is heaven! But back to the recipe by Annie Rigg, these mini meatballs can be prepared and cooked in advance and then reheated in oven 5 minutes before lunch (or dinner). I forgot: I modified the recipe a bit according to my taste (I don’t like too spicy).
Bon appetit!
Ingredients
125 g skinless, boneless cod or other white fish
150 g raw peeled and deveined prawns/shrimp
100 g grated fresh coconut
1 fresh red chilli
4 spring onions
1 tbsp freshly chopped coriander
1 tbsp Thai red curry paste
salt
2-3 tbsp sunflower oil, for frying
lime wedges
Directions
To make the fish cakes, cut the fish into large chunks and place in a food processor with the shrimp and coconut. Whizz until combined and nearly smooth. Remove the seeds from the chilly and finely chop the flesh. Tip into a bowl with a fish mixture, spring onion, coriander, curry paste and salt. mix well, Divide the mixture into 8-10 evenly sized portions and, using wet hands, shape into patties. Heat the oil in a fryngin pan over medium heat and fry the fish cakes in 2 ore 3 batches until golden brown. Drain on kitchen paper and serve with lime wedges.
Maccheroni con filetti di sgombro, ricotta ed erbe mediterranee
11Ecco la nuova ricetta in collaborazione con Prometeo Urbino. Si avvicina l’estate e tutti noi cerchiamo piatti veloci e freschi da preparare. Io spesso utilizzo lo sgombro in scatola nelle insalate perché comodo e pratico da usare, ma lo stesso può essere usato per ingolosire dei primi piatti molti semplici. Lo sgombro è uno dei pesci con maggiori proprietà salutari e viene considerato dai nutrizionisti una sorta di integratore proteico e vitaminico. Che ne dite quindi di dare uno sguardo alla ricetta e dirci se vi piace?! Buon sole a tutti.
Sabato? Slow Fish
4Sabato sono stata a Slow Fish, manifestazione curata da Slow Food che si è tenuta all’interno della Fiera di Genova.
Sono partita in moto da Lavagna e ho fatto tutta la costa per godermi fino in fondo la giornata, il sole e il meraviglioso cielo azzurro che si rifletteva sul mare creando un paesaggio incantevole che mi faceva pensare che ero proprio fortunata a essere lì in quel momento. Tra tutta questa fortuna mi sono ritrovata anche con la schiena completamente bruciata, ma vabbè.
Arrivata in fiera mi sono subito diretta verso lo stand dell’olio umbro Hispellum dove Sandra stava preparando delle meravigliose tartare da abbinare all’olio Hispellum Terre Rosse, nella foto sotto potete vedere la tartare di dentice con Terre Rosse e sale rosso delle Hawaii, in seguito ho assaggiato anche quella di ricciola (perdonate la qualità delle foto che sono fatte con l’iPhone ma in moto non mi sentivo di portare la reflex e ho preferito un bel bagaglio leggero
). Il Terre Rosse, da quel che ci ha spiegato il proprietario Mario, è un olio ottimo per piatti sapidi e di forte struttura (bruschette, carni alla griglia, arrosti, zuppa di legumi etc.), ma che ben si abbina anche con piatti dalla marcata sensazione dolciastra quali patate o zuppe di porri o cipolle.
In seguito ho fatto un giro tra gli stand assaggiando delle ottime birre, delle acciughe fritte, un polpo in scatole, crudità varie e alcune proposte insolite (per me). Ho seguito anche un convegno sulla salatura delle acciughe, argomento che evidentemente mi attira molto, perché se vi ricordate ne avevo già parlato qui. (sbadata che sono avevo dimenticato il link, sorry
)
Tra quattro chiacchere sull’alimentazione e un cornetto di fritto di pesce che mi sono mangiata passeggiato sul molo per tornare allo scooter, il pomeriggio è veramente volato. Vi lascio con un’immagine sullo stato della pesca nel mondo e con un dato che mi ha colpito molto, ci sono oltre 700 specie marine commestibili, ma solo il 10% è effettivamente commercializzato a causa delle nostre abitudini alimentari consolidate. Non ci avevo mai pensato e credo che in prima persona cercherò di variare la mia dieta inserendo qualche pesce più “povero”, che oltre a tutto è anche più economico per il nostro portafoglio.






















