Al Veliero

Bavettine con pesto, patate e fagiolini

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Partiamo col dire che queste dovevano essere trenette al pesto, ma le bavettine avevo e quindi caro Andrea ti devi rassegnare a questo scatto. ;-) Sì perchè il mio amico e collega Andrea aveva bisogno di una foto di trenette, essendo il claim del suo blog “Il TCP/IP è la più grande invenzione dell’uomo, dopo la ruota e le trenette al pesto” e quindi sabato si è andati di pasta al pesto!

La ricetta tradizionale vuole che insieme alla pasta e al pesto vi siano anche fagiolini e patate lessate tagliate a pezzi, che accompagnano il piatto conferendogli maggiore gusto e completezza.

Il pesto, la TERZA salsa più prodotto al MONDO (dopo maionese e ketchup ovvio), derivata dalla mistura al mortaio di (segue ordine corretto per pestare gli ingredienti):

  • aglio di Vessalico
  • pinoli (di ottima qualità, pisani o calabresi)
  • sale non raffinato (es. salina di Trapani) pochissimo, qualche grano appena
  • basilico genovese di circa 15 giorni (mai meno di 10)
  • parmigiano reggiano 24 mesi e pecorino fiore sardo (percentuali secondo il proprio gusto)
  • olio taggiasco

Esistono sul territorio alcune varianti che utilizzano come formaggio  la prescinseua (Tigullio), che regala un sapore leggermente più acido e le noci al posto dei pinoli. Personalmente nella mia famiglia abbiamo sempre usato il parmigiano… sarà che sono mezza emiliana. ;-)

Bavettine al pesto per 2 persone.
200 gr di bavette
1 patata piccola sbucciata e tagliata a pezzettini
10 fagiolini verdi
pesto alla genovese

Realizzazione

Mettere sul fuoco abbondante acqua salata e cuocervi i fagiolini e la patata. Dopo circa 5 minuti unire le bavette e ultimare la cottura. Scolare bene la pasta, le patate e i fagiolini e condire con il pesto.


Minestrone alla genovese – Menestron ä zeneize

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La cucina ligure è sostanzialmente povera, non ha certo la ricchezza di quella emiliana o la corposità di quella toscana. Il suo segreto sta nei profumi dell’orto, delle erbette e nel mischiare ingredienti semplici.

La cucina ligure risente delle caratteristiche della sua terra, ed è pertanto cucina sia di mare che di montagna. La scarsità di pascoli bovini e di selvaggine costrinse i liguri a sviluppare piatti a base di ingredienti alternativi quali il pesce e le erbe: nascevano così i condimenti a base di erbe selvatiche o coltivate, tra cui spicca il pesto, le molte torte salate alle verdure, la più famosa delle quali è la torta pasqualina, i ripieni e le focacce.
Ugualmente, la cucina ligure risente della contaminazione di altri luoghi e popoli con i quali nell’arco dei secoli i genovesi sono entrati in contatto, soprattutto per commercio.
La bandiera di questa cucina è senza dubbio il pesto e da qui la mia scelta di parlarvi del minestrone genovese (che a differenza di altri è preparato col pesto), piatto umile ma dalla grande importanza, che personalmente adoro mangiare nelle serate più fredde (e la scorsa settimana ne ho consumato proprio tanto) e che porto anche il giorno dopo in ufficio nella schiscetta.

Sottoripa (fronte porto di Genova)


Vi riporto una storiella popolare sul minestrone.
A Genova ai tempi delle osterie ambulanti che lavoravano nel porto e che avevano una ben fornita dispensa con relativa cucina, si servivano ai naviganti in arrivo, in partenza o di passaggio numerosi piatti riuscendo sempre a farsi intendere nonostante la lingua parlata non fosse la stessa. Pare che tra questi piatti il preferito e il più richiesto fosse proprio il minestrone.
Un piatto con la caratteristica di essere buono anche freddo.
I suoi ingredienti sono prodotti della natura e di facile reperibilità, quali verdure e legumi: patate, fagioli, zucchine, verza, spinaci, melanzana e brichetti o taglierini (ma anche il riso e personalmente lo preferisco così) nonché l’indispensabile pesto.

Le informazioni qui sopra sono state raccolte su mangiareinliguria.it, su Wikipedia e su vecchi libri dedicati alla cucina ligure. La ricetta del minestrone invece è quella di mia madre ed è la stessa che propone giornalmente al ristorante.

Ingredienti per preparare un minestrone per più persone (ovviamente le verdure variano secondo disponibilità delle stagioni)

  • 500 g patate
  • 300 g borlotti
  • 200 g piselli
  • 300 g zucchini
  • 300 g bietole
  • 1 cavolo verza
  • 1 gambo di sedano
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 1 manciata spinaci
  • 200 g riso
  • Un paio di cucchiai di pesto
  • Olio d’oliva extra vergine
  • sale

Preparazione
Lavare le verdure e tagliarle a pezzetti. Portare a ebollizione le verdure in una pentola, con un pizzico di sale e olio evo. Lasciarle cuocere lentamente e a lungo, almeno per un paio d’ore.
Quando vedete che il brodo diventa denso e le verdure si sciolgono, il minestrone è pronto. Regolate di sale e aggiungete il riso, che farete cuocere secondo indicazioni.
A cottura ultimata, aggiungete il pesto mescolate e impiattate.

Barche dei pescatori a Camogli

Fagottini di sfoglia calda con mele renette

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Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno
Ed uno solo all’anno, ahimè, ce n’è
Ah, ma ci son trecensessantaquattro non compleanni
E quindi preferiamo festeggiar
Ma allora oggi è anche il mio non compleanno!
Davvero?! Com’è piccolo il mondo!
In tal caso… Un buon non compleanno A me? A te!
Un buon non compleanno A me? A te!
Or spegni le candele e rallegrati perché…
… un buon non compleanno aaaaaaaaaaaaa te!!!

Oggi ho deciso che festeggiamo il mio non compleanno!

Tra pioggia, neve, freddo, le giornate da 24 ore (me ne servirebbero altre dieci al giorno) e le mille cose da fare prima di Natale, ho bisogno di un dolcetto, un tè caldo e una pausa di tranquillità.

Questi fagottini li propone mia mamma al ristorante e vi assicuro che sono ottimi e semplicissimi da preparare.

Ne ho “rubati” un paio per augurare a tutti un buon non compleanno dal Paese delle Stoviglie! :-)

Ingredienti per otto fagottini:

Mele renette gr. 600

Uvetta una manciata

Pasta sfoglia gr. 500

Zucchero di canna gr. 80

Burro gr. 50

1 uovo

Preparazione

Sbucciate le mele, tagliatele a pezzetti e rosolatele in padella con il burro e lo zucchero per 12-15 minuti, finché risulteranno quasi un puré.

Mettete l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per circa 30 minuti, poi scolate e mischiate alle mele cotte.

Stendete la pasta sfoglia e ricavatene circa otto dischetti (12 cm. diametro), bucherellateli con la forchetta e mettete al centro una cucchiaiata di frutta . Pennellate i bordi con l’uovo sbattuto, chiudeteli e pennellate anche l’esterno dei fagottini.

Spolverate i fagottini con lo zucchero. Metteteli su una placca coperta di carta da forno e infornateli a 200° per 18 minuti.

Serviteli tiepidi con una tazza di Earl Grey.

Campotti con sugo di scorfano e capperi

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Quando ho avuto tra le mani i Campotti, il nuovo formato del Pastificio dei Campi mi sono innamorata immediatamente di forma e packaging. Che ci volete fare, con un passato grafico, la mania delle confezioni e un po’ di geek-ttudine inside (termine che indica la cronica passione per ciò che è tecnologia) questo pastificio mi fa impazzire.

Lo sapete che inserendo il nome del prodotto e la data di scadenza potete tracciare qui l’origine della pasta prodotta a mano, rintracciabile dalla semina fino al confezionamento, tramite Google Earth.

Ma torniamo alla pasta: il nome Campotto viene dall’unione di Campi e 8, data la forma inusuale della pasta e lo stesso è stato creato con un sondaggio su Internet, non è grandioso (ecco che torna la geek-ttudine :-) )!?

Ok la smetto e vi lascio alla ricetta. :-)

Ingredienti (dose per 2 persone):

150 gr. Campotti

1 trancio di scorfano

polpa di pomodoro

aglio

prezzemolo

vino bianco

sale

olio

1 peperoncino secco

capperi

Preparazione

Tritate la cipolla e fatela rosolare, nel mentre tagliate lo scorfano a piccoli pezzi e aggiungetelo alla cipolla. Aggiungete capperi, aglio e prezzemolo e fate sfumare con un bicchiere di vino bianco. Quando il vino si è asciugato versate la polpa  di pomodoro. Aggiungete un pizzico di sale e il peperoncino tagliato e fate cuocere per circa 20 minuti.
A parte cuocete i Campotti in acqua bollente. Scolate e fate saltare in padella con il precedente sughetto. Servite in tavola con “scagliette” di scorfano come decorazione.

La torta di mele della Mamma

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Oggi per partecipare al “buonissimo” contest di Genny su Al Cibo Commestibile e al primo (in bocca al lupo!) Giveaway di Cris su Zucchero e Sale vi racconto di questa torta di mele alla quale sono molto legata. Ma prima un paio di info sul contest “La torta della bontà” perchè  le vostre torte serviranno a fare del bene.

L’Angolo della bontà è un’iniziativa pensata da Albertone per raccogliere fondi per l’associazione La vita è un dono, sulla ricerca contro l’acidemia propionica . Le nostre torte serviranno per una raccolta fondi a favore dell’associazione, un ottimo motivo quindi per partecipare grazie alla nostra passione e provare ad aiutarli  nel nostro piccolo.

Mia madre cucina questa torta di mele da sempre, è la torta per le feste in famiglia e quella per il compleanno di papà, la torta della gita fuori porta e quella casereccia per il ristorante. Una sera a cena le chiedo la ricetta e mi racconta questo aneddoto.

Sai, quando avevi 5 anni, ho fatto la stessa torta per la festa dell’asilo e mentre tornavamo a casa mi hai detto: Mamma la torta di mele era buona oggi, mica come la tua, ed io allora ti ho svelato che era la mia…e tu mi hai risposto: “allora ho preso la fetta più buona”! :)
Mamma ti voglio bene e sì la tua torta è la più buona del mondo! Ecco!

Ingredienti:

  • 200 grammi farina
  • 150 grammi zucchero semolato
  • 150 grammi burro
  • 2 uova
  • 4 mele renette (o golden)
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di grappa
  • 1 cucchiaio di latte (perché l’impasto non sia troppo asciutto)

Preparazione:

Come prima cosa tagliate le mele a fettine sottili. Perché non anneriscano spruzzatele con succo di limone.

In una ciotola mischiate farina, zucchero, burro, uova, pizzico di sale, grappa e latte. Lavorate bene il composto e per ultimo aggiungete il lievito (lavorate ancora un po’ :) ).

Versate il composto in una tortiera (24 cm dovrebbe andare) imburrata e infarinata. Disponete le fettine di mela secondo il vostro gusto personale. Infornate a 180° per circa 30 minuti. Vale sempre la tecnica dello stuzzicadenti. :)

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